Cenni di normativa elettrica

Parlando di sicurezza nell'ambito elettrico ed in particolare di normativa elettrica, a livello giuridico sono due le tipologie di disposizioni volte a tutelare la sicurezza dell'individuo e dell'ambiente in cui opera: le norme di legge e le norme tecniche;

Per quanto riguarda le norme di legge, le più importanti e generali sono contenute nella costituzione:  art. 32 (che annovera la salute tra i diritti fondamentali dell'uomo e della collettività), art. 35 (lavoro tutelato in ogni forma) e art. 42 (afferma che l'iniziativa economica non può svolgersi in contrasto  con l'utilità sociale  o recare danno  alla sicurezza alla dignità e alla libertà umana). Ulteriori norme sono contenute nei codici civile e penale: art. 2050cc (risarcimento dei danni ove non si siano attuate tutte le misure possibili per evitarli) art. 2087cc (obbligo dell'imprenditore di adottare tutte le misure necessarie a tutelare i lavoratori) art. 437cp (reclusione per chi ometta o rimuova volontariamente dispositivi di sicurezza) e art. 451cp (reclusione omissione o rimozione colposa dei dispositivi di sicurezza). Altre fonti legislative importanti sono: lo statuto dei lavoratori con l'articolo 9 della legge 300 del 1970, che afferma la possibilità delle rappresentanze dei lavoratori di controllare l'applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro; il Dlgs 81 del 9/4/2008 noto ai più come “Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che raccoglie in un solo testo (con importanti novità) quello che era il panorama legislativo italiano in materia di sicurezza sul lavoro.
Di capitale importanza nell'ambito elettrico è la legge 1/3/1968 n° 186 di 2 soli articoli:
art. 1: “Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d'arte.”
art. 2: “I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d'arte.”
Da notare che questa è solo una condizione sufficiente, non necessaria: è possibile costruire un macchinario non a norma CEI, ma in caso di danni a cose o persone nasce il problema che non è stata seguita la norma (e chi potrebbe dire se il macchinario è stato costruito a regola d'arte se questo non seguiva le norma CEI?)

Si hanno poi le norme tecniche  che stabiliscono criteri di progettazione, materiali, processi e metodi di costruzione e produzione di dispositivi elettrici, macchinari ed impianti (non solo ai fini della sicurezza, ma anche allo scopo di unificare alcune caratteristiche). Sono emanate dagli enti normatori; l'ente normatore italiano in ambito elettrico è il CEI, Comitato Elettrotecnico Italiano, fondato nel 1909 come distaccamento dell'AEI (di Galileo Ferraris) e poi ricostituito nel 1946 dopo il periodo bellico. La mission del CEI è, tra le altre, “stabilire criteri, metodi di prova e limiti finalizzati al raggiungimento di adeguati livelli di sicurezza, affidabilità e qualità dei prodotti o dei processi, nonché elaborare regole e procedure per prove e controlli di rispondenza alle norme tecniche; fissare criteri di valutazione di laboratori, costruttori, singoli operatori, ai fini del loro accreditamento da parte dei competenti organismi”. Come già detto le norme CEI sono un riferimento tecnico non esclusivo: ciò perché una norma imperativa potrebbe sfavorire certe situazioni in cui non rispettare la normativa potrebbe portare vantaggi e migliorie. Per impianti particolari (come quelli navali) le considerazioni fin qui fatte vengono a cadere; nel caso degli impianti navali, ad esempio, perché si seguono diversi criteri a causa della bandiera battuta dalla nave e perché l'imbarcazione va iscritta in un apposito registro di verifica che sottostà alle norme fornite dall'AIMO.
Ovviamente ogni paese dispone di norme proprie e per evitare che esse possano essere di intralcio agli scambi commerciali, sono stati creati anche degli organismi di normalizzazione ed unificazione sovranazionali. A livello europeo l'organismo preposto è il CENELEC (comitato europeo normalizzazione elettrotecnica). Questo produce due tipologie di documenti: norme europee (indicate con la sigla EN)  che devono essere adottate quali norme nazionali e documenti tecnici (sigla HD) che devono essere inserite nelle norme tecniche dei membri.
Per evidenziare la conformità di un prodotto alle disposizioni di un ente normatore si ricorre a simboli grafici (come i contrassegni CEI ed il marchio IMQ) da applicare sul manufatto. L'apposizione del marchio è a carico del costruttore ed ha quindi il valore di auto-certificare che un determinato prodotto è conforme alle norme (CEI ad esempio). L'ente si riserva poi la facoltà dei effettuare la verifica dell'effettivo rispetto delle norme. Ad occuparsi delle verifiche sugli impianti vi sono l'ISPEL, e più frequentemente ARPA o altri enti privati (questi ultimi non hanno però la qualifica di ufficiali giudiziari)