Anello Stolvizza - Biv. Crasso - Biv. Marussich

Un trekking di 3 giorni che ho fatto con il mio amico Sandro poco prima di riprendere panorama del sentierol'anno ad ingegneria... Arriva fino a 2178m e, tempo atmosferico permettendo, regala soprattutto nell'ultima parte una vista splendida, essendo visibili la catena del Musi, lo Jof di Montasio ed il monte Canin. Il percorso inizia dal piccolo abitato di Stolvizza, raggiungibile uscendo dalla statale 13 a Resiutta (seguendo poi le numerose indicazioni). Qui si inizia con una stradina dai numerosi tornanti che termina poi all'inizio del sentiero 643, da percorrere interamente. Apparentemente faticososorgente il tratto iniziale (sarà per gli zaini pieni  del necessario per 3 giorni...) si giunge presto a una radura con qualche casetta per continuare poi sullo stesso sentiero, lasciando alle spalle un po' alla volta il tratto boscoso (non prima di essere passati per un altro aggregato di ruderi). Al termine del sentiero 643 si imbocca a destra il 632, che poco dopo (pressappoco 30 minuti) porta al bivacco Crasso. A circa metà dell'ultimo tratto si può uscire a destra del sentiero per arrivare ad una suggestiva parete dove vi è una sorgente d'acqua con tanto di mestolo per la raccolta (il tutto ovviamente segnalato). Il bivacco è veramente ben tenuto ed attrezzato, con anche un soppalco dotato di ulteriori 3 posti letto. Vi è anche un bagno dotato di wc, fuori uso (settembre 2011). Al centro del bivacco una stufa permette il riscaldamente ricovero igor crassodegli ambienti. Ecco una foto dell'interno... Il bivacco è dedicato al S. Ten. Igor Crasso e agli alpini del battaglione "Cividale". La struttura è recente, dotata anche di pannelli fotovoltaici per l'illuminazione degli interni. Il giorno successivo ci si sveglia presto, per percorrere un tratto molto lungo (sentiero 632, Alta Via Resiana) che ci porta nel pomeriggio prima a sella Grubia e poi al bivacco Marussich (quota 2040m). Il sentiero è relativamente tranquillo, tranne per una parte franata, e si svolge in quota fino all'altezza del monte Sart, dopo il quale comincia lentamente a salire... La vista arrivati a sella Grubia è spettacolare, e si apre sul Montasio (verso nord), sul Canin e sull'Ursic (verso est, nella foto), sul Musi (a sud) e sul Sart (a ovest). Peccato per le persistenti nuvole basse che rovinano la vista... Il paesaggio intorno al bivacco è lunare, un'enorme spianata piena di crateri abissi e grotte di cui non si vede il fondo... Il tutto immerso nel più totale silenzio e al paesaggio lunarecompleto riparo da ogni elemento umano che non sia il bivacco, l'ideale per fermarsi un po' e riflettere... La sera non si scorge, anche guardando lontanissimo, un solo bagliore che possa indicare un paesino, si è letteralmente circondati dalla roccia. Così ce ne andiamo a dormire già alle 7, per essere pronti alla lunghissima discesa del giorno successivo, che purtroppo ci riporterà a casa... Il bivacco è totalmente diverso dal Crasso, 3 letti a castello da 3 posti ciascuno con un tavolo e 2 panche in mezzo, niente di più (appena lo spazio per muoversi). Ma è unanuvole basse scomodità che si accetta facilmente visto il posto spettacolare, che regala la pace più assoluta... Il giorno successivo la lunga discesa per il sentiero 634 è accompagnata dalle nuvole basse, che ci seguono fino a 1600m circa, e proprio per questo risulta affascinante, subito ai primi metri si scorgono alcuni ciuffi di stelle alpine, che finalmente osservo dopo più di 15 anni... Il percorso sembra senza fine, e circa a 1100m diventa una lunghissima camminata nel bosco che ci protegge dal sole ormai alto. Una piccola sosta tra un gruppo di ruderi rimessi a nuovo ci permette di recuperare un po' di energie per riprendere la marcia che ci porta dopo poco ad attraversare il torrente Resia, non prima di esserci fermati a fotografare lo splendido paesaggio ed a rinfrescarci un attimo. Unica torrente resiabrutta sorpresa l'ultimo tratto di sentiero: si torna a salire bruscamente per un quarto d'ora, il più lungo di tutta la gita. Stanchi morti arriviamo a Ladina, paesino dal quale seguendo la strada principale si raggiungono in 5 minuti Stolvizza e la macchina! E proprio a Ladina un anziano paesano, che stava caricando un camioncino di legna, ci ferma per chiederci dove siamo stati, raccontarci della sua vita e suggerirci qualche meta per il prossimo trekking...