Grandi rischi - Poca scienza

Marco 6,4: Ma Gesù¹ disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». Forse oggi, in questo paese, questo versetto risulta eccezionalmente vero se si considera la scienza come profeta e l'Italia come patria... Perché dopo più di 300 anni da Galileo, l'Italia torna a mostrare la sua refrattarietà alla scienza; e non si sta parlando neanche di quella scienza che tanto si scontra con questioni etiche, sulla vita o sulla morte: si sta parlando di una scienza che per forza di cose non può fornire previsioni certe,  che gli itaGliani invece, si aspettano fornisca.

Allo stato attuale un terremoto non è un evento prevedibile. E questo è un dato di fatto, in Italia come in America, in Giappone, e in qualsiasi altra parte del mondo. E così sarà ancora per molto; questo non perchè nessuno si interessi della previsione, ma perchè le variabili in gioco sono moltissime, così come i fenomeni che potenzialmente potrebbero annunciare un evento: variazioni dell'emissione di radon dal terreno, precursori EM (ELF e ULF), microscosse, cambiamenti della posizione e dell'inclinazione delle rocce, solo per riassumerli a grandi linee. Purtroppo la maggior parte della popolazione itaGliana, compresa buona parte del ceto dirigente,  non è convinta di ciò, e dall'alto della sua conoscenza (certamente notevole visto le pietose statistiche sui livelli di istruzione della popolazione italiana) pretende che un terremoto sia un evento prevedibile. D'altronde siamo nel 2012, com'è possibile che non si sappia con certezza quando una scossa butterà giù un'intera provincia? Così accade che, una commissione chiamata a valutare la probabilità del verificarsi di un evento sismico, dia un parere negativo; visto il verificarsi dell'evento, i componenti di tale commissione sono stati condannati a 6 anni di reclusione.

Per la maggior parte della popolazione un verdetto giusto, che imputa a questi individui la responsabilità nella morte di moltissime persone. Ecco... perché in giappone non si contano così tanti morti, a fronte di un numero di eventi sismici di rilevante intensità ben più elevato? Neppure loro si azzardano a prevedere un terremoto... Però dispongono di un sistema di early warning, che in 10 secondi dalla rilevazione dell'evento avvisa con un sms tutti gli interessati (in media ce ne vogliono 20 prima che il terremoto si faccia sentire). Questo per dirne solo una...

Non è solo una questione di arretratezza tecnologica, il problema è ben più profondo; la sentenza di condanna rischia di paralizzare tutto il sistema di previsione della protezione civile, ma il dramma è un altro: è la tragicità di un paese che chiede ad un gruppo di persone, con un bagaglio culturale enormemente più ampio della media dei suoi abitanti, di fornire un parere che per forza di cose può risultare errato allo stato attuale della conoscenza. E quando tale previsione si rivela errata, si provvede a condannare penalmente tali menti. Questa non è che l'ennesima dimostrazione di una profonda arretratezza culturale del popolo itaGliano. Una caccia alle streghe ipocrita e demagogica, che cerca e condanna chi si è occupato di una previsione (e non certezza), mentre non si preoccupa di far pagare chi un sistema di early warning poteva installarlo e non l'ha fatto (individui che non verranno mai stanati perchè non sono studiosi ma amministratori, locali o meno, e quindi intoccabili), o chi ha realizzato e collaudato pilastri pieni di sabbia, o ancora chi non ha predisposto dei piani regolatori decenti...

Probabilità non vuol dire certezza. Purtroppo finchè l'Italia rimarrà un paese di ignoranti, dove l'obbligo di istruzione si ferma a 16 anni, in pochi capiranno questa differenza...