Raspberry Foundation + Intel = Raspberry 3!

Raspberry 3 xeonIn perfetta linea con l'usanza dei big come Apple e Samsung, di sfornare nuovi modelli sempre più performanti, ad intervalli temporali sempre più ridotti, la Raspberry PI Foundation ha appena siglato un'accordo che ha del sensazionale: basti pensare che l'altro soggetto è Intel, mentre oggetto del patto è la fornitura di 1 milione e mezzo di CPU Xeon!!  Ma facciamo un passo indietro...

A febbraio 2015 la produzione di Raspberry ha superato le 5 milioni di unità, di cui 500 mila di seconda generazione. La storia di questo fantastico computer, tassello fondamentale di una nuova rivoluzione industriale fatta di makers, fablab e laboratori artigianali, è un susseguirsi di successi che hanno convinto Eben Upton (uno degli ideatori del Raspberry) e David Cleevely, (Chairman della Raspberry PI Foundation) a fare il salto di qualità: come ha dichiarato lo stesso Upton il 28 Marzo, durante una conferenza all'università di Cambridge:

"5 milioni di pezzi venduti sono un risultato che va oltre ogni immaginazione e che ci ha obbligato a porci delle domande sul senso del progetto. Ricevendo notizie di laboratori di informatica aperti anche nelle zone più povere del mondo, e progetti per l'alfabetizzazione basati sulla nostra nostra piattaforma, ci siamo detti: è ora di passare al livello successivo: il Raspberry 3!"

Qual'è il livello successivo? Lo ha spiegato bene David Cleevely, che ha riassuntoraspberry 3 l'accordo appena stretto con Intel: la fornitura di oltre 1 milione e mezzo di CPU Xeon E5-4650 (per chi non lo sapesse, probabilmente le più performanti al mondo, con 8 cores, 2.7GHz di frequenza e con possibilità di Boost a 3.3GHz) con cui equipaggiare i nuovi Raspberry 3. Immagino che qualcuno si stia chiedendo a che serva tutta questa potenza... L'idea della fondazione è sostenere la ricerca universitaria nei paesi del terzo mondo ed in via di sviluppo, fornendo una piattaforma di potenza fuori dal comune, ad un prezzo stracciato: grazie ai termini raggiunti nell'accordo, le CPU saranno vendute alla fondazione a circa 5 dollari l'una, permettendo di poter distribuire il Raspberry 3 ad un prezzo di circa 40 dollari (non è uno scherzo!!!).

Per quanto riguarda i dettagli tecnici, il team di sviluppo ha spiegato che, come prevedibile, la difficoltà maggiore è stata limitare la potenza assorbita e quella dissipata a valori accettabili. Grazie ad un'architettura specificatamente studiata per tale applicazione, e basata su matrici polimeriche integrate con nanotubi di carbonio, i consumi totali si aggirano sui 10W, per una potenza di calcolo che in genere ne richiede 12 volte tanto. La grande novità a livello software è invece l'introduzione di una nuova piattaforma per l'elaborazione distribuita, che permetterà di sfruttare tutta la potenza di calcolo di cluster dei nuovi Raspberry 3.

A quando l'uscita? I tempi previsti per produrre i primi centomila pezzi sono stimati in circa 4 mesi, 1 anno per il primo milione di elementi. Tutto ciò per rispondere alle pressanti richieste di numerosi paesi in via di sviluppo che hanno prenotato già circa seicentomila Raspberry 3. La fondazione ha confermato che l'uscita del prodotto per noi comuni utenti (tramite i soliti canali di vendita) è prevista tra circa 1 anno!

Troppo bello per essere vero? Infatti è il 1° aprile, furbone!