Preparazioni inusuali - Mostarda di cachi

Cosa fare con 3 casse di splendidi cachi quasi interamente maturi? Impossibile finirli tutti in qualche giorno, pena mesi e mesi di provante stitichezza... Ecco allora che l'inverno e le mostardasue feste alle porte, suggeriscono di preparare qualche barattolo di salse; e la scelta non poteva che ricadere sulla mostarda di cachi, a dire il vero ricetta aquanto inusuale. O così ho pensato quando, dopo aver cercato per ore, ho realizzato che tutti ricettari a casa ed il web erano avari di ricette... Ho quindi dovuto arrangiarmi provando una ricetta personale... Ed a Natale sapremo com'è! Le dosi per 4 vasetti da 250ml di mostarda sono: 1.5 kg di cachi maturi, Continua a leggere

Esagerazioni di capodanno - Abete di cracker

Come avevo già accennato qualche giorno fa, al cenone di capodanno ho deciso di "farla ripiano albero di crackerun po fuori dal bucale" come si dice da queste parti... Ho realizzato infatti, un abete interamente in cracker che è servito da vassoio per il centinaio di tartine che ho preparato. Ad occhio il tutto è venuto alto una settantina di centimetri. Misurata la resistenza dell'impasto, ora spiego come ho provveduto alla preparazione ed all'assemblaggio dell'albero, che ha richiesto anche qualche semplice calcoletto...

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Resistenza a flessione di un cracker

Qualcuno ogni tanto dice che sono un po problematico... e dopo quello che ho fatto, e qui descrivo, inizio a pensarlo anch'io; ma era necessario! Tutto comincia quando mi viene l'ideona per il cenone di capodanno: un abete alto 60cm in cracker,  da usare come vassoio per le tartine. E appena inizio a parlarne vengo smontato da chi dice che non starà in piedi (ma non spiega il perchè...), chi millanta che il mio cracker dovrà essere spesso mezzo metro e purinizio misura crackere chi dice che non si può farlo perchè non si è mai fatto (tipico modo di pensare triestino). Così lascio questi insulsi pensieri a quelli a cui non piace osare, e inizio a prendere un po di misure. Audaces fortuna iuvat! Effettivamente è vero che il cracker rischia di cedere sotto il peso delle tartine, vista la sua sottigliezza,  ma non si può certo fermare di fronte a questa IPOTESI (perchè poi è tutto da vedere). Così decido di misurare quanto può reggere un cracker: realizzo un classico impasto con 250g di farina di manitoba (perché è una farina a medio alta resistenza meccanica), mezzo panetto di lievito di birra fresco, sale, 60gr di olio extravergine di oliva e circa 100ml di acqua. Continua a leggere

Autunno in arrivo - Mostarda cremonese

Con l'abbassarsi della temperatura, e dopo i 7 anticicloni di quest'anno, ho deciso che era tempo di affacciarsi alla produzione della mostarda cremonese, giusto per avere qualche barattolo da aprire con i bolliti che abbondano sotto Natale. La preparazione è alquanto laboriosa e lunga (a meno che non vogliate avere un qualche sottoscarto liquido con cui deludere tutti al cenone...) e la difficoltà iniziale è stata trovare una ricetta; o meglio, di ricette sono pieni i libri ed internet, ma tutte diverse. Quindi da aspirante ingegnere mi sono fregato delle sfumature tra le varie ricette e ho cercato di estrarre le regole base.

frutta per mostardaPer quanto riguarda la frutta, il tipo è indifferente (ad esempio io ho usato arance, fichi, banane, mele, pere e qualche susino), quello che conta è che sia soda (in pratica non ancora matura); Con 3 kg abbondanti di frutta ho fatto 6 vasetti bormioli da 250mL. Poi lo zucchero, circa 2kg, ed infine i semi di senape (io ho preso un barattolino da 200gr di semi con nun filo di aceto, ma ci si regola a piacere).

Si comincia lavando e pelando la frutta (tranne le arance e gli agrumi, che altrimenti si disferebbero); quindi la si taglia a pezzi grossi (metà o quarti in linea di principio) e, dopo averla posta in una terrina, la si ricopre di zucchero. Si lascia decantare il composto per 24 ore: lo zucchero estrae parte dei liquidi dei frutti: si separa questo liquido e lo si porta ad ebollizione per 5 minuti. frutti durante la sciroppaturaQuindi lo si versa ancora caldo sulla frutta e si lascia riposare il tutto per 24 ore (provvedendo di tanto in tanto a girare la frutta che galleggerà). Si ripete quest'operazione di separazione, bollitura ed unione, per altre 3 volte (quindi vi andranno via 4 giorni solo in sciroppature, 5 con la prima notte a riposo tra lo zucchero). A questo punto si effettua una nuova caramellatura, ma facendo bollire assieme allo sciroppo anche la frutta: in questo caso ho fatto bollire l'insieme per 10 minuti, poi ho scolato la frutta e lasciato bollire lo sciroppo ancora per 20minuti, visto che appariva poco denso. Una volta raffreddato lo sciroppo, lo sciroppo che bollesi unisce con la senape. Quindi si passa all'invasettatura: in una pentola ampia e piena d'acqua bollente, si pongono i vasetti ed i tappi; trascorsi 5 minuti si fanno scolare capovolti su un cannoaccio pulito. Questa fase serve a sterilizzare i vasetti, per evitare di avere qualche bomba a mano in casa... Si riempiono i vasetti prima con la frutta caramellata, poi con lo sciroppo, fino a circa 7mm dall'orlo. Si puliscono i colli da eventuali sbavature e si tappa con forza. Quindi si pongono i vasetti capovolti in un'altra pentola piena d'acqua (quando dico piena inendo oltre 1 cm ripetto all'altezza del vasetto) e si porta dolcemente ad ebollizione. Attenzione che esporre i vasetti a forti escursioni termiche significa romperli, quindi regolatevi sulle differenti temperature (della serie se il vasetto è tiepido non buttatelo nell'acqua che bolle già!). Dopo 30 minuti di bollitura potete spegnere la fiamma e lasciarevasetto di mostarda decorato raffreddare naturalmente (momento che durerà diverse ore, al termine delle quali avrete pastorizzato il contenuto del vasetto; tale fase tende a smorzare però il sapore della senape, quindi regolatevi di conseguenza). In pratica "tutto qui"! Qui a destra la foto di uno dei vasetti che ho adeguatamente decorato ed etichettato. E date alla mostarda un mese di relax prima di scoperchiare i vasetti..

Estate in arrivo - Marinata Adelscott

Una marinata particolare, visto l'arrivo dell'estate: i barbeque iniziano a riscaldarsi e ci si trova spesso sempre con gli stessi gusti, gli stessi tagli, la stessa grigliata di ogni volta... così ho testato questa marinata d'avanguardia su una spessa costata, con ottimi risultati.  I compomarinata adelscottnenti sono come sempre un grasso (olio), un acido (birra Adelscott in quantità doppia rispetto all'olio; è una rossa doppio malto color  ambra) e le spezie (due spicchi d'aglio e due pomodori secchi finemente tritati, pepe giamaicano, timo, maggiorana), il tutto lasciato riposare per almeno una giornata intera; inoltre volendo conferire un'ulteriore nota dolce e migliorare l'emulsione di birra e olio (stabilizzandola e amalgamandola meglio) ho aggiunto due cucchiaini di miele (di acacia, che essendo delicato non va a coprire gli altri aromi). Il risultato è un prodotto che tende a conferire alla carne un sapore delicato e dolce, in cui si nota senza ombra di dubbio il particolare gusto della Adelscott. Da prestare attenzione a non abbondare con la birra in quanto per il suo gusto peculiare potrebbe coprire le spezie (per questo motivo ho aggiunto la birra ed il miele solo dopo un giorno dall'inizio della preparazione, così da lasciare che gli altri aromi si diffondessero nell'olio) e la carne.