Realizzare un Geofono: Parte 1 - Un modello

geofonoIl geofono è uno strumento utilizzato per rilevare onde sismiche ma non solo; nel casi lo si utilizzi come sensore sismico, ha il pregio di essere decisamente più compatto di un sismografo a pendolo (ne avevo realizzato una qualche anno fa', ma l'avevo presto fatto sparire proprio per il suo ingombro). Mentre però la realizzazione home-made di un sismografo è piuttosto diffusa, molte meno informazioni si trovano sui geofoni, e solo qualche costruzione, tutte con altoparlanti di recupero, e non consideranti neppure la frequenza di lavoro del geofono. Ultimamente mi è venuta voglia di realizzarne qualcuno, ma volendo ottenere uno strumento magari non professionale, ma almeno oscillante alla frequenza da me voluta, ho seguito un approccio più scientifico che artigianale: ho cominciato ricavandone il modello descrittivo... Continua a leggere

Un Raspberry per un Cloud... - Parte Software

cloud in reteTerminata la realizzazione fisica del cloud si passa alla configurazione di tutti i programmi ed i servizi necessari al suo funzionamento; in questo tutorial mi occuperò di impostare la connessione del RasPI, formattare e partizionare l'hard disk oltre ad installare e configurare tutti i programmi necessari ad usare il cloud da qualsiasi punto del mondo vi troviate... Continua a leggere

Un Raspberry per un Cloud... - Parte Hardware

racl8Tre mesi fa, cominciando a scrivere la tesi, sono entrato nell'universo degli iper-ansiosi di perdere tutti i file... ciò ha implicato cominciare a salvare i file ogni 20 minuti sul pc, su un hard disk esterno e su Dropbox ormai quasi pieno. Quindi ho pensato: e se non bastasse? Se un giorno mi rubassero il portatile, l'hard disk si bruciasse e mi hakerassero l'account su Dropbox? Una circostanza particolarmente sfigata, quasi apocalittica, ma che mi ha fatto sentire la necessità di avere un Cloud a casa mia... Unico problema: tra un impegno e l'altro ho finito di assemblarlo il giorno dopo aver terminato la tesi.. 😥   Forse qualcuno sarà più fortunato di me e ci metterà di meno... Continua a leggere

Scheda acquisizione dati: 4 canali 12/16 bit per Raspberry

scheda acquisizione datiUn'altra! Dopo quella ad 1 canale e 12bit, ho realizzato un'altra scheda di acquisizione dati, decisamente più fornita; il tutto ruota attorno a due moduli (ADS1x15) venduti da Adafruit (in Italia da Robot Italy) che mettono a disposizione 4 ingressi single ended, campionabili da 128SPS a 3300kSPS con risoluzione di 12 o 16 bit, a seconda del modello; la comunicazione avviene tramite bus I2C (quindi sono facilmente collegabili anche ad un semplicissimo microcontrollore). Il modulo è praticamente pronto, l'unica aggiunta necessaria a chi desidera collegarlo al Raspberry è di Continua a leggere

DesignSpark VS Eagle - Lotta tra Titani

designsparkFa sempre piacere trovare qualche programma relativamente completo e gratis; ogni tanto però si trovano delle autentiche chicche. Chi si occupa di progettazione elettronica per hobby, ha sempre potuto fare affidamento su Eagle, sia per tracciare gli schemi che per realizzare i PCB; versione free con dimensioni limitate, così come il numero di layer a disposizione, nessuna licenza commerciale, niente anteprime 3D del PCB (a meno di non ricorrere a plugin esterni, come POV-ray) ma un programma tutto sommato pratico, con un'interfaccia utente senza fronzoli e di facile utilizzo, senza limitazioni di componenti, con molte librerie aggiuntive disponibili in rete e, dalla versione 6, Autorouter disponibile anche per la licenza free! Durante una visitina al sito di RS mi sono accorto dell'esistenza di uno strumento analogo ma moooolto interessante: DesignSpark PCB. Continua a leggere

Congelatore per dégorgement: parte 4 - Problemi con i test?

"Il genio è per l'1% ispirazione e per il 99% sudore". Thomas Alva Edison. Speriamo bene test congelatorevisti i primi test sul congelatore, non proprio entusiasmanti... La prima prova ovviamente la peggiore: temperatura di partenza 17°C, dopo 2 ore ancora  a 14°C, spento tutto perché si capiva che di più la temperatura non sarebbe scesa. Dopo un consulto su TechArena con gli abitueè delle peltier, comincio a venirne fuori... Innanzitutto il dissipatore lato freddo non può essere costituito dal contenitore in acciaio zincato, perché troppo lento ed inadatto a scambiare calore. Ho quindi dovuto creare una finestra quadrata dietro cui fissare il nuovo dissipatore, preso da un Pentium III (è il dissipatore del lato caldo che deve essere performante, per il lato freddo questo basta). Continua a leggere

Congelatore per dégorgement: parte 3 - Peltier e lappatura

mope7Dopo il periodo di assestamento causa riapertura del semestre, sono finalmente riuscito ad ordinare la peltier: su ebay, 13€ spese di spedizione comprese 2 giorni sarsi per arrivare. Ha potenza massima di 91W, il doppio di quanto ho previsto nel dimensionamento, ma basta alimentarla a metà potenza e non vi sono problemi. Inoltre se vedo che il dissipatore riesce a smaltire più dei 50W previsti ho anche una riserva di potenza già pronta per velocizzare il raffreddamento. Prima di montarla ho provveduto a lappare le superfici di contatto con la peltier del dissipatore e della vasca... Continua a leggere

Congelatore per dégorgement: parte 1 - DIY strani

Stufo dei soliti schemi, dei soliti circuiti, delle solite cose... Sembra che tocchi per forza damigiane andare su siti americani per trovare realizzazioni interessanti o macchinari fuori dal comune. E bon che vivo nella patria di Da Vinci...

Ho deciso allora che proverò a staccarmi dalla monotonia realizzando qualcosa di inusuale (almeno per i non  addetti ai lavori): avendo intenzione quest'anno di spumantizzare qualche litro di verduzzo, avrò bisogno di un congelatore per colli di bottiglia: per chi non lo sapesse, una delle ultime fasi della spumantizzazione è il "dégorgement": in parole povere, consiste nell'apertura della bottiglia del futuro spumante per permettere l'espulsione delle "fecce" accumulatesi durante l'affinamento. Successivamente Continua a leggere

Scheda acquisizione dati - Parte Hardware

Uno dei vari pregi del Raspberry, utilissimo per chi voglia sviluppare sistemi più o meno scheda acquisizione daticomplicati, è disporre dei bus I2C, SPI e UART, indispensabili se ci si vuole interfacciare a periferiche come memorie (ad esempio per le SD si usa l'I2C), convertitori od anche microcontrollori. Trovando un ADS7816 mi sono deciso a sviluppare qualcosa di più interessante rispetto a quanto fatto fin'ora: una scheda di acquisizione dati ad 1 canale (purtroppo il 7816 non ne mette di più a disposizione) e 12bit, che dialoghi con il Raspberry tramite SPI (supportato dal ADC in questione). Il tutto, per quanto misero sia al momento, servirà da base per il futuro (con un MCP3204 avrei 4 canali da 12 bit, e costa qualche dollaro anche al dettaglio); per ora voglio prendere un po' di dimestichezza e farmi un'idea dei principali problemi e delle prestazioni raggiungibili. Continua a leggere

Autoinduzione

Digressione

Autoinduzione ed alimentatori switching... Avete mai fatto caso al capodanno che festeggiano ogni giorno i vostri computer e non solo? 🙂

effetti autoinduzione

Interfaccia I/O optoisolata - Raspberry PI

Ho sempre ritenuto che comprarsi un Raspberry solo per vantarsene in giro sia qualcosa da spocchioso radical chic: ci sono troppe cose carine da realizzarci intorno, per interfaccia terminatalasciarlo a prendere polvere su qualche scrivania, nell'attesa che arrivino gli amici cui farlo vedere... Così ho finalmente trovato qualche oretta per realizzare un'interfaccia che permetta di usufruire in tutta tranquillità degli input/output che il Raspberry mette a disposizione. Vi sono infatti la bellezza di 17 pin, di cui 8 utilizzabili come I/O digitali generici e 9 utilizzabili anche per comunicare con dispositivi via I2C, SPI e UART. Nel mio caso trovavo 8 I/O generici insufficienti, così ho deciso di Continua a leggere

Lettura misura in remoto - Raspberry PI

misura temperaturaCominciamo con le cose serie... Mi ha sempre affascinato l'idea di interfacciare un po' di eletronica al computer, per controllarla ed acquisire qualche dato di interesse, ma non ho mai concluso niente per due motivi: la lunghezza e la complessità del programma che si interfaccia e dialoga con l'elettronica, ed il non sapere come maneggiare i dati acquisiti. Finalmente, complici il Raspberry ed il semplicissimo Python (sicuramente più del C o dell'assembly che mi impegnavano fino a qualche anno fa) qualcosa comincia a svilupparsi. Continua a leggere

Prime impressioni - Raspberry PI

raspberry LEGO casePrime opinioni sul Raspberry, dopo 2 giorni di utilizzo; spero possano essere d'aiuto a qualcuno indeciso sull'eventuale acquisto. Intanto parliamo di prezzo: è vero che il solo Raspberry costa 33€ nella versione più performante, ma dovete tenere conto che a questi vanno aggiunti i costi di spedizione (6.28€ senza altre tasse doganali, visto che lo spediscono dall'inghilterra, paese UE, se lo ordinate da RS). Ciò supponendo di avere già monitor, tastiera mouse, memoria SD, HUB USB (d'obbligo, a meno che non vi connettiate via Ethernet), wireless key e soprattutto Continua a leggere

New entry al laboratorio - Raspberry PI

confezione raspberryE finalmente, dopo tanta attesa, è arrivato! Anzi, di Raspberry ne sono arrivati 2, uno per giocarci un po e l'altro per sotituire il fisso di mio fratello, ormai defunto. Per chi ancora non lo sapesse, il Raspberry altro non è che un single board computer: processore ARM da 700 MHz, 512MB di RAM (ho acquistato la versione B), connettori ridotti all'osso: 1 HDMI, 1 RCA, 1 Jack stereo 2 USB e 1 Ethernet, il tutto in 8.5cm x 5.4cm. Il sistema operativo è ovviamente Linux, in particolare una Debian: Wheezy. Ma sono altri due i fattori che secondo me hanno determinato il successo di questo dispositivo Continua a leggere

Sensori esotici - Fuoco, ionizzazione e Kanthal

sensori in kanthalDottor House ha detto in qualche puntata "ma che senso ha vivere senza curiosità? ". E non ho potuto che dargli ragione, quando l'altro giorno ho trovato sulla scrivania due strani oggetti, gentilmente lasciati dal caldaista dopo un controllo. Due cilindri ceramici con un filo rigido passante ripiegato quasi a formare un becco. Il tutto inserito in un piastrina di supporto avvitabile. Per fortuna mi era stata lasciata anche la confezione che recava la scritta "electr. flame sens gas valve". Rapida ricerca è ho scoperto a cosa servono e come funzionano questi bizzarri oggetti: non sono altro che rivelatori di fiamma a ionizzazione; realizati con un cilindro di ceramica vetrificata ed un conduttore in Kanthal (materiale particolarmente resistente ad alte temperature e ossidazione). Continua a leggere

Ponte H e PWM - The return

particolare del ponte HUn robusto ponte H con integrato un controllo di velocità PWM. Era da quando avevo cominciato a studiare analisi 1, che non realizzavo più un PCB, ne mi avventuravo in qualche progetto che portasse via più di 2 orette. Ma in questi 4 giorni di vacanze tra la fine di una sessione, e l'inizio del nuovo semestre ho voluto cimentarmi nella realizzazione di questo ponte, che servirà a gestire un motore DC da circa 100W (recuperato da uno scooter); il motore farà poi parte di qualcosa di più grande che per ora non voglio svelare. La scheda deve essere alimentata a 12 V, ed essere controllabile grazie a soli due pin: uno che controlli la direzione ed uno che controlli la velocità del motore. Ho volutamente evitato di ricorrere a microcontrollori, non avendo voglia di mettermi a programmare, e volendo qualcosa di semplice (anche se un leggermente più ingombrante). Per regolare la velocità ho deciso di impementare un controllo del ponte H in PWM.

Schema del ponte H

A grandi linee il circuito si può dividere in 3 sezioni: una che genera il segnale PWM, una che gestisce la logica e la terza che consiste nel controllo di potenza. Lo schema finale, dopo varie modifiche, è il seguente: Continua a leggere

Esperimento sul tubo luminoso...

Questo pomeriggio ho perso mezz'oretta per provare un esperimentino: realizzare un tubo assemblaggio tubo luminosoluminoso, diametro 8mm e lungo non più di 30cm, che emettesse luce brillante e uniforme, non come le migliaia di tubi che si comprano in giro e hanno un led ogni centimetro. Si è trattato semplicemente di comprare qualche metro di tubo per irrigazione, perfettamente trasparente, di diametro interno 5mm. A questo punto si procede riempendo il tubo con una sostanza trasparente, che permetta di convogliare il flusso luminoso del led lungo il tubo stesso, senza attenuare troppo la luminosità; e qui le scelte cadono su sostanze tanto particolari quanto comuni ed economiche: shampoo o gel per capelli. Continua a leggere

Transitorio di un motore DC - Odore di bruciato

Avevo voglia, dopo 2 anni di astinenza, di giocare con l'interfaccia che avevo realizzato misura con l'oscilloscopio, schema di baseper usare il PC come oscilloscopio, con Visual Analyzer. Inoltre avevo bisogno di osservare il transitorio di un motore DC a magneti permanenti (ma il perché è un'altra storia). Così ho allestito il semplice circuito nella figura a fianco, che tramite lo shunt recuperato da un vecchio tester, mi permetteva di osservare l'andamento della corrente nel motore. Ed il Triac? Ovviamente la registrazione del fenomeno doveva iniziare da un determinato istante di tempo (per permettermi di far partire la funzione "capture" di VA), ma un semplice interruttore non andava bene: perchè un interruttore rimbalza!! Un Triac in continua invece, una volta innescato resta tale. Soluzione forse oscena per gli elettronici più bigotti, ma certamente molto efficace; ho dovuto solo aggiungere una resistenza per limitare la corrente sul Triac. Quindi via con la misura! Ed ecco l'oscillogramma: Continua a leggere

Convertitore AC/AC a parzializzazione

Premessa

Riporto in questa pagina i punti salienti di quella che è stata la mia tesina di V^ superiore. Il lavoro completo è liberamente scaricabile (a patto di citarne la fonte) sempre dal mio sito. Lo scopo finale del lavoro svolto è stato la progettazione e successiva realizzazione di un convertitore AC/AC ad angolo di fase, destinato a gestire carichi fortemente induttivi; Si è voluto sviluppare il progetto in modo da ottenere un convertitore in grado di gestire carichi fino a 2,3kVA e tensione nominale 230V. Continua a leggere