Realizzare un Geofono: Parte 1 - Un modello

geofonoIl geofono è uno strumento utilizzato per rilevare onde sismiche ma non solo; nel casi lo si utilizzi come sensore sismico, ha il pregio di essere decisamente più compatto di un sismografo a pendolo (ne avevo realizzato una qualche anno fa', ma l'avevo presto fatto sparire proprio per il suo ingombro). Mentre però la realizzazione home-made di un sismografo è piuttosto diffusa, molte meno informazioni si trovano sui geofoni, e solo qualche costruzione, tutte con altoparlanti di recupero, e non consideranti neppure la frequenza di lavoro del geofono. Ultimamente mi è venuta voglia di realizzarne qualcuno, ma volendo ottenere uno strumento magari non professionale, ma almeno oscillante alla frequenza da me voluta, ho seguito un approccio più scientifico che artigianale: ho cominciato ricavandone il modello descrittivo... Continua a leggere

Una dolce attesa... Calendario dell'avvento

calendario dell'avvento terminatoAnche se con il solito ritardo... un post dedicato al periodo più bello dell'anno: ovviamente il Natale! E visto che, come insegna "Il sabato del villaggio", la parte più bella è l'attesa,  non c'è miglior modo di trascorrere questo periodo dell'anno che addobbando gli ultimi angoli liberi della casa. Se poi l'addobbo è il calendario dell'avvento, che addolcirà 25 mattine in cui si ha voglia solamente di stare sotto il piumino, ancora meglio! E se poi passi il tempo a realizzare il calendario con l'architetto che ami di più al mondo (che per la cronaca non sono né Piano né quel delinquente di Le Corbusier ma la mia ragazza) ancora meglio! Se infine i sottoprodotti della realizzazione sono commestibili... Direi che l'idea è davvero ottima!

Continua a leggere

ICTP Scientific FabLab - Un FabLab a Trieste!

fablab a triesteFinalmente anche a Trieste! Sull'onda della prima Mini Maker Faire italiana e dei corsi di stampa 3D ed Arduino all'immaginario scientifico, Martedì 12 agosto 2014, alle 14:30, aprirà all'ICTP (Intenational center for  Theoretical Physics), il primo FabLab del Friuli Venezia Giulia. Cos'è  ICTP Scientific FabLab? E' un laboratorio/officina che mette a disposizione servizi e strumenti che rendano possibile prototipazioni e piccole serie di oggetti progettati da Makers e DIYers: da Voi! Continua a leggere

Una piccola recensione - Trieste Mini Maker Faire 2014

trieste mini maker faire 2014 Com'è andata e cosa c'era di interessante alla I^ Mini Maker faire di Trieste? A parte i partecipanti (come i due nella foto  😎 ), ho raccolto di seguito qualche  foto (e dove possibile il link alle pagine dei rispettivi makers) dei manufatti/aggeggi/creazioni a mio parere più interessanti. Il primo, e secondo me più divertente, è un dispositivo che potrebbe essere di enorme aiuto agli eterni indecisi: pensata la domanda e premuto il pulsante di accensione, è in grado di dare la risposta giusta a qualsiasi vostro quesito: Continua a leggere

DIY - Cravatte in ordine (finalmente)

Un must per evitare che le cravatte continuassero a sgualcirsi in un cassetto strapieno... La scatola è un contenitore per bottiglie di spumante, se ne trovano a decine sotto natale (vuoti ovviamente) per confezionare regali e cesti. Ho subito eliminato un supporto in compensato che era stato incollato all'interno per sostenere il collo della bottiglia (si nota nella I^ foto). Quindi ho lucidato l'esterno della scatola (già in ottime condizioni ovviamente) con della cera scura.

porta cravatte

La scatola di partenza: in legno, per bottiglie di spumante da 0.75L

Continua a leggere

Congelatore per dégorgement: parte 4 - Problemi con i test?

"Il genio è per l'1% ispirazione e per il 99% sudore". Thomas Alva Edison. Speriamo bene test congelatorevisti i primi test sul congelatore, non proprio entusiasmanti... La prima prova ovviamente la peggiore: temperatura di partenza 17°C, dopo 2 ore ancora  a 14°C, spento tutto perché si capiva che di più la temperatura non sarebbe scesa. Dopo un consulto su TechArena con gli abitueè delle peltier, comincio a venirne fuori... Innanzitutto il dissipatore lato freddo non può essere costituito dal contenitore in acciaio zincato, perché troppo lento ed inadatto a scambiare calore. Ho quindi dovuto creare una finestra quadrata dietro cui fissare il nuovo dissipatore, preso da un Pentium III (è il dissipatore del lato caldo che deve essere performante, per il lato freddo questo basta). Continua a leggere

Congelatore per dégorgement: parte 3 - Peltier e lappatura

mope7Dopo il periodo di assestamento causa riapertura del semestre, sono finalmente riuscito ad ordinare la peltier: su ebay, 13€ spese di spedizione comprese 2 giorni sarsi per arrivare. Ha potenza massima di 91W, il doppio di quanto ho previsto nel dimensionamento, ma basta alimentarla a metà potenza e non vi sono problemi. Inoltre se vedo che il dissipatore riesce a smaltire più dei 50W previsti ho anche una riserva di potenza già pronta per velocizzare il raffreddamento. Prima di montarla ho provveduto a lappare le superfici di contatto con la peltier del dissipatore e della vasca... Continua a leggere

DIY Laptop Bag

Una delle più amare constatazioni  cui si giunge frequentando l'università (ed in particolare ingegneria), è la necessità di girare con libri, quaderni, cartelle e l'indispensabile notebook. Necessità che porta il campus ad essere popolato da individui che oltre a zaino, tracolle e borsette varie, girano con un deprimente container per il portatile, aumentando l'ingombro degli individui e le imprecazioni dei colleghi che devono  farsi largo tra aule e corridoi affollati da tali soggetti. Non si potrebbe infilare il computer nello zaino? CERTO! Ma chi avrebbe il coraggio di lasciarlo a sbatacciare tra libri, astucci ed il rachide? Una tanto ingegneristica, quanto economica soluzione è muovere rapidamente le chiappette verso un ferramenta ed assemblarsi una laptop bag da infilare nello zaino!

laptop bag

Step 1: ritagliare un foglio di gommapiuma di superficie tale da avvolgere tutto il notebook

Continua a leggere

Congelatore per dégorgement: parte 2 - Costruzione

Assemblaggio contenitore in lamiera

La prima cosa da fare è realizzare il contenitore che ospiterà il liquido refrigerato ed il collo della bottiglia da sboccare. Si parte da un avanzo di lamiera zincata (l'avevolamiera congelatore usata per il Raspberry)  di lato 12 cm e lunghezza circa 1m. Per fare le cose facili ho optato per la forma cubica; prima di piegarla, l'ho forata ogni 2cm (e 1cm dai bordi), come nella foto qui a fianco; le striscie di carta servono per la centratura del mandrino, mentre sotto di esse vi è del nastro adesivo nero che eviterà lo scivolamento della punta del trapano (ho una colonna alquanto scrausa). Ed ora, una serie di foto per evidenziare passo per passo come realizzarlo: Continua a leggere

Congelatore per dégorgement: parte 1 - DIY strani

Stufo dei soliti schemi, dei soliti circuiti, delle solite cose... Sembra che tocchi per forza damigiane andare su siti americani per trovare realizzazioni interessanti o macchinari fuori dal comune. E bon che vivo nella patria di Da Vinci...

Ho deciso allora che proverò a staccarmi dalla monotonia realizzando qualcosa di inusuale (almeno per i non  addetti ai lavori): avendo intenzione quest'anno di spumantizzare qualche litro di verduzzo, avrò bisogno di un congelatore per colli di bottiglia: per chi non lo sapesse, una delle ultime fasi della spumantizzazione è il "dégorgement": in parole povere, consiste nell'apertura della bottiglia del futuro spumante per permettere l'espulsione delle "fecce" accumulatesi durante l'affinamento. Successivamente Continua a leggere

Lavori di mezza estate - Portaspezie vintage

Ultimo e più grande lavoro della misera settimana di vacanza, ristrutturato assieme alla mia ragazza. Inizialmente avevo pensato per questa vecchia "galinera" un futuro da portariviste; scelta alquanto noiosa... così dietro suo suggerimento, è stato trasformato in un portaspezie che ha sostituito l'orrendo mobiletto precedente, che avevo realizzato con grande entusiasmo dopo il primo anno di falegnameria a scuola.

portaspezie

La vecchia mangiatoia di partenza

Continua a leggere

Lavori di mezza estate - Un bucolico vassoio

Il coperchio rimosso da una vecchia botte da destinarla alla produzione di broade; unico, vintage, bellissimo da vedere, impossibile lasciarlo marcire in qualche angolo. Ho fissato le 3 sezioni che lo componevano con due sottili lamine di legno avvitate sul retro, perché le prime erano semplicemente pressate assieme, ne incollate ne inchiodate, rischiando di separarsi al minimo sforzo.

vassoio

Il coperchio di partenza

Continua a leggere

Lavori di mezza estate - Shots serving board

Non c'è periodo migliore della settimana in campagna per tornare a lavorare su qualche pezzo... Trovato quindi un vecchio pezzo di aratro (penso una bure o uno degli attacchi all'animale, non lo so ancora con certezza), ho deciso che la forma era perfetta per una shots serving board, sicuramente più  conosciuto come mezzo (in questo caso) metro:

serving board

Pezzo di partenza: un pezzo dell'organo di attacco di un aratro a trazione animale

Continua a leggere

Ferrate estive - New Training Wall

Non avendo ancora avuto tempo per qualche uscita, causa sessione estiva, ho pensato che è il caso di cominciare con un po di allenamento intensivo, per evitare di schiattare sul parete di arrampicata, scrosatura pittura Coglians (meta significativa di quest'estate). E finchè non ho tempo di uscire, l'unico allenamento possibile è quello in camera mia, dove anni addietro avevo allestito una training wall (una sorta di parete di arrampicata su cui, a dirla tutta, non ci si arrampica) montando una coppia di Rock Rings della Metolius ed un paio di moschettoni per tenermi allenato almeno con le braccia e ripassare qualche manovra. Ma causa il clima non proprio favorevole dell'inverno appena passato, il muro si è ricoperto di un poco simpatico strato di muffa, che unito alla spoglia parete non mi incoraggiano certo ad allenarmi con questo caldo... Sì è così resa necessaria una rinfrescata alla parete: scrostatura di tutta la vernice, ritinteggiatura e...

Continua a leggere

Aluminum Raspberry case

case raspberry

Vista frontale

Volendo cominciare ad aggiungere qualche interfaccia esterna al Raspberry, ho voluto passare dal simpatico case in LEGO a qualcosa di più professionale e comodo. La necessità principale era avere un case che potesse alloggiare il Raspberry, l'alimentatore (che ora è ancora svolazzante in giro per la scrivania, sollecitando non poco il connettore microUSB) ed alcune eventuali schede aggiuntive (ad esempio con un ADC o per l'interfacciamento degli I/O). Il tutto doveva garantire accessibilità, ventilazione (per eventuale overclock) e non Continua a leggere

Ponte H e PWM - The return

particolare del ponte HUn robusto ponte H con integrato un controllo di velocità PWM. Era da quando avevo cominciato a studiare analisi 1, che non realizzavo più un PCB, ne mi avventuravo in qualche progetto che portasse via più di 2 orette. Ma in questi 4 giorni di vacanze tra la fine di una sessione, e l'inizio del nuovo semestre ho voluto cimentarmi nella realizzazione di questo ponte, che servirà a gestire un motore DC da circa 100W (recuperato da uno scooter); il motore farà poi parte di qualcosa di più grande che per ora non voglio svelare. La scheda deve essere alimentata a 12 V, ed essere controllabile grazie a soli due pin: uno che controlli la direzione ed uno che controlli la velocità del motore. Ho volutamente evitato di ricorrere a microcontrollori, non avendo voglia di mettermi a programmare, e volendo qualcosa di semplice (anche se un leggermente più ingombrante). Per regolare la velocità ho deciso di impementare un controllo del ponte H in PWM.

Schema del ponte H

A grandi linee il circuito si può dividere in 3 sezioni: una che genera il segnale PWM, una che gestisce la logica e la terza che consiste nel controllo di potenza. Lo schema finale, dopo varie modifiche, è il seguente: Continua a leggere

DIY - Prove di tagliere

C'era una volta, in una casa di campagna, un imponente pero ultracentenario che si ammalò, iniziando a perdere rami sopra le persone. Così si optò per una decisa potatura, che mi permise di entrare in possesso di un ceppo largo poco meno di 30cm e alto un 35cm. Il caso volle che in quel periodo avessi il pallino della cucina, così decisi di provare a realizzare un tagliere...

Il legno di pero è duro e possiede un colore, tra il rossiccio ed il  rosa, che secondo me è tagliere in lavorazionemagnifico. Il tronco ha stagionato all'aperto protetto dalla pioggia per 6 mesi, purtroppo  pochi (me ne sono accorto appena ho iniziato a lavorarlo a casa mia, quando nel giro di 2 settimane si sono formate alcune fratture). Ho cominciato ricavando la fetta centrale del tronco, lavoro che mi ha portato via qualche giorno, perchè ho tagliato a mano nelle pause dallo studio. Lo spessore iniziale è di 3,5cm che ho portato a 2.5cm lisciando i lati della tavola con un platorello montato sul trapano a colonna (per velocizare il tutto, a mano ci avrei messo qualche mese...). Sono partito con una carta a grana 60 per dare la lisciata finale con una grana 320. Tra le altre cose ho smussato leggermente i bordi. Infine ho forato uno dei lati corti per introdurvi un manico in rame (realizzato con uno scarto di tubo di rame per climatizzatore). Continua a leggere

DIY - Led e stella cometa

Appena costruito il primo tubo luminoso, mi sono ricordato di avere 36 led bianchi che mi avanzavano dopo aver smontato una torcia frontale cinese... Così ho deciso di dare una botta difase iniziale montaggio della stella cometa luce al presepe di quest'anno, costruendo una stella cometa che non sia il solito pezzo di cartone glitterato in oro. Sono partito da una base in DAS, su cui ho fissato (con colla caldo e ulteriore DAS) 3 fili di ferro spesso (2 o 3 mm, questo telaio deve rimanere rigido) che costituiscono la base di partenza per la scia della stella. Ai 3 capi liberi ho fissato un anello di filo di ferro su cui ho incollato (colla a caldo) una sfera di carta di riso (ottenuta con carta di riso imbevuta in colla vinilica e stesa su un palloncino). La sfera è bucata sul fondo per permettere l'introduzione dei led. Quindi ho rivestito i 3 montanti di ferro con cartapesta (sempre a base di carta di riso). Una volta asciutta, vi ho fissato (con colla vinilica, e tenendoli fermi in fase di presa con del filo di ferro sottile) 3 tubi luminosi. Quindi ho Continua a leggere