Un Raspberry per un Cloud... - Parte Hardware

racl8Tre mesi fa, cominciando a scrivere la tesi, sono entrato nell'universo degli iper-ansiosi di perdere tutti i file... ciò ha implicato cominciare a salvare i file ogni 20 minuti sul pc, su un hard disk esterno e su Dropbox ormai quasi pieno. Quindi ho pensato: e se non bastasse? Se un giorno mi rubassero il portatile, l'hard disk si bruciasse e mi hakerassero l'account su Dropbox? Una circostanza particolarmente sfigata, quasi apocalittica, ma che mi ha fatto sentire la necessità di avere un Cloud a casa mia... Unico problema: tra un impegno e l'altro ho finito di assemblarlo il giorno dopo aver terminato la tesi.. 😥   Forse qualcuno sarà più fortunato di me e ci metterà di meno...

Ingredienti per un Cloud

L'assemblaggio non richiede componenti particolari, e per fortuna avevo già tutto a casa: un materiale per il cloudRaspberry, un hard disk da 500GB recuperato passando ad un SSD, un convertitore SATA/USB ed un alimentatore da 5V ed almeno 2A (ne avevo preso uno da 5A alla fiera del Radioamatore per 8€). Il tutto è stato montato all'interno di un rack su cui venivano fissati i lettori CD in un vecchio computer. Sono state poi aggiunte una millefori con i connettori per alimentare i singoli elementi del cloud e predisposta per collegare in futuro una batteria di backup, ed una schedina con 3 led di segnalazione attività.

Assemblaggio del Cloud

Si parte dal Raspberry: ho riportato la connessione usb su una strip di connettori a pettine saldata su retro del RasPI. Su questo connettore collegherò l'hard disk, evitando cavi USB che sarebbero troppo ingombranti (il tutto non riuscirebbe fisicamente a stare nel rack).

presa usb per cloudSempre sul retro del Raspberry ho saldato i cavi di alimentazione per avere una connessione fissa e più robusta della micro usb di cui è dotato. Il polo negativo è stato preso sul test point 2 (TP2 sulla serigrafia ) e quello positivo a monte del fusibile F1, così da garantire comunque la protezione da eventuali sovracorrenti. Due barre di alluminio e dei distanziatori sono serviti per fissare il Raspberry al Rack.

raspberry assemblato per il cloudSi passa poi al disco rigido: sul retro del connettore USB del convertitore SATA/USB, ho saldato i cavi da collegare alla nuova USB del Raspberry (2 cavi per i dati più la massa; il positivo dell'alimentazione del disco NON va collegato al raspberry!) ed i due cavi di alimentazione che collegherò alla schedina di alimentazione (nella foto è presente solo 1 dei 2 cavi azzurri che andranno a massa: uno sulla scheda di alimentazione ed uno sul connettore USB per collegare la massa del RasPI con quella del disco).

HD cloudEcco una vista del hard disk fissato al rack mediante distanziatori; si notino i gommini anti vibrazioni recuperati da un vecchio lettore CD.

hard disk nel cloudPassando alla realizzazione della scheda di alimentazione, questa permette un collegamento robusto delle alimentazioni, e mediante due morsettiere (quelle ponticellate nella foto) permetterà in futuro di collegare una batteria di backup (ad esempio una LiPO con annesso circuito di carica) per avere una mezz'ora di continuità durante un blackout.

scheda alimentazione cloudLo schema è semplicissimo; cominciando da sinistra si trova la presa DC a cui connettere l'alimentatore e collegata a sua volta direttamente alla prima morsettiera. A questa si potrà eventualmente collegare il circuito per l'alimentazione d'emergenza, per il momento vi sono solo due ponticelli verso la seconda morsettiera. I 4 condensatori servono ad smorzare eventuali sbalzi di tensione (in particolare durante l'inserzione del circuito di continuità in caso di blackout), i primi 3 sono da 2200, 2200 e 1000uF, l'ultimo è da 10nF; infine i 3 connettori per il disco, il Raspberry, ed i led di segnalazione.

scheda alimentazione cloudSi può quindi passare al montaggio del raspberry e della scheda di alimentazione. Nella foto qui sotto, la finestra ritagliata nel rack per permettere la connessione ad un monitor HDMI (utile ad esempio durante configurazioni ed aggiornamenti, qualora non si voglia usare VNC).

finestra hdmi del cloudInfine la scheda con i led di segnalazione che indicherà l'attività della rete, scrittura e lettura sull'hard disk. Ognuna di queste, grazie ad un listato in python, accenderà il led mediante un transistor 2N3904 la cui base è connessa ad uno dei GPIO del Raspberry. I led sono ad alta luminosità ed avendo quindi una tensione di soglia intorno ai 3V, una resistenza di soli 47ohm è più che sufficiente.

schema led cloudCome per la scheda di alimentazione, l'assemblaggio è stato fatto su millefori, evitando così le noie di dover sbrogliare, incidere, forare, etc... I led sono stati posizionati in modo da costituire i vertici di un triangolo: tale scelta è legata al futuro case del cloud di cui, per adesso, non fornisco alcuna anticipazione. 😛 Il risultato non mi sembra male, per il momento:

led del cloud accesiOra non resta che passare all'installazione ed alla configurazione di tutto il necessario, da ownCloud alla routine di accensione dei led ed al router: Un Raspberry per un Cloud... - Parte software